martedì 16 agosto 2016

Un anno!



Già un anno! Ancora una volta il tempo mi sorprende e mi lascia un po’ smarrito. Un anno così pieno, imprevisto, quasi una nuova vita, sebbene tutto il mio passato non solo non è stato cancellato, ma anzi è come ritornato: grazie alla consacrazione episcopale, quante persone ho ritrovato!
Ma andiamo con ordine, tornando al 14 agosto 2015, a Padova, praticamente da solo in casa. Stupore per l’opera di Dio, sorprendente nel riprendere il filo degli ingenui desideri di missionario degli anni ’80 … gratitudine per la Chiesa gerarchica che mi dava una fiducia immeritata … gratitudine per chi in quei giorni mi seguiva passo passo nel preparare il momento “mediatico” … stordimento per i nuovi “doveri” istituzionali che subito mi venivano gentilmente fatti presenti … e tanto altro che faccio ancora fatica a decifrare. Ma era il 14 agosto, memoria liturgica di s. Massimiliano Kolbe alla cui vita è legata indissolubilmente la mia chiamata alla vita consacrata: pertanto mi affidavo a lui.

venerdì 1 luglio 2016

30 giugno 2016


Cari amici nonostante io lavori molto, dentro di me si assommano pigrizia e perfezionismo quando, in certi momenti, devo affrontare cose per me preziose come il raccontarvi nel blog le mie vicende.
Ormai sono passati due mesi da quando sono venuto dall’Italia: due mesi molto intensi, la seconda tappa della mia nuova vita turca. La prima tappa si era conclusa a metà di aprile quando sono rientrato in Italia, ma soprattutto quando è terminato il grosso dei lavori di ristrutturazione dell'appartamento, ricavato nel vecchio convento.

lunedì 2 maggio 2016

Rientrando in Turchia



Dopo 15 gg assai intensi di cui vi racconterò, eccomi ormai a riprendere la via del ritorno nell’amata Turchia.
In effetti dopo 15 giorni di frenetica vita italiana, torno volentieri alla placida Iskenderun. Il freddo e l’acqua di questi giorni italiani poi mi fa desiderare la piacevole temperatura del sud Turchia.
Tante persone, in questi giorni, mi hanno chiesto della Turchia, ovviamente. Ho sempre risposto che non ci sono particolari pericoli, tanto meno al sud e che quindi possono venire tranquillamente in vacanza o in pellegrinaggio in questa terra così bella. Sono contento di essere stato ancora un “ambasciatore” della Turchia, un paese spesso misconosciuto e temuto. Per trenta anni ho raccontato di questo paese così variegato e così ricco di tante realtà, facendo innamorare tante persone della Turchia e adesso sono contento di continuare a farlo, con ancora più motivi.
Rientro con il pulmino, con il fido Luciano della comunità del Mulino come compagno. Accompagnatemi con la preghiera.
Un abbraccio a tutti,
+ Paolo

giovedì 14 aprile 2016

14 aprile 2016, in partenza per l'Italia


Carissimi amici -  mio invisibile e prezioso sostegno, mia chiesa - alla vigilia del mio rientro in Italia per alcuni giorni (visite alle "colonne" di Roma, ad alcuni benefattori, incontri con varie persone di ONG e ONLUS da cui speriamo aiuti ...) eccomi finalmente a voi. Ho tanto desiderato scrivervi in questi 2 mesi dall’ultimo post, ma alla fine ho sempre aspettato il momento giusto che ovviamente non viene mai. In realtà è duro consegnare a poche parole una moltitudine di stati d’animo per cui si è sempre restìi … ad incarnarsi! Finalmente la grazia di Dio urge interiormente, come dice l’Apostolo, e così eccomi a voi.
I due messi passati hanno continuato ad essere sotto il segno della via dura. Fatica dovuta a dover rimettere in moto una macchina ferma da tempo e dove il fatalismo generalizzato ha sempre avuto la meglio. Fatica nell’avere le “procure” che mi permettano di agire con gli immobili, fatica nel procedere con le pratiche burocratiche, fatica ad accettare un contesto quotidiano, casalingo, spiritualmente formale e poco interessato.
Rispetto a 2 mesi fa, si è fatta più chiara la percezione che i pericoli – come quasi sempre nella vita – non vengono da fuori. Francamente la situazione qui è tranquilla e solo il terrorismo mediatico fa credere che qui siamo in stato di guerriglia o di continui attentati. Nel sud est ci sono zone problematiche, certo, ma ben delimitate (e comunque molto lontane da dove abito io). Nel resto del paese la vita procede tranquilla, direi più tranquilla che non a Bruxelles o a Parigi o in quei luoghi dove ormai la paura è diventata una cappa angosciante e che sono obbiettivi sensibili. I terroristi vogliono far credere che sono potenti e quindi cercano il colpo spettacolare. Anche un vescovo potrebbe esserlo, ma francamente ho così tanto da lavorare che non penso a queste cose!